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domenica, 29 novembre 2009

La canzone dell'Acquasola

Un gruppo di amici con nostalgia per l'Acquasola di un tempo e per le canzoni di Lucio Battisti descrive un brutto sogno dei nostri giorni.
Ma sarà veramente "solo" un brutto sogno?
Sta alla gente deciderlo.....
Questa è, a modo nostro, la "storia" di un parco cittadino che in pochi decenni passa dall'ammirazione, in versi, di Flaubert e di altri grandi autori, al rischio di essere trasformato in un parcheggio....
Così descriveva, Flaubert, nel 1845, il parco dell'Acquasola :
passeggiata, verdi viali, siepi di rose, musica.
Visto una donna che batteva il tempo con la testa, dal naso fine, pallida, la testa coperta da un velo bianco bordato di nero, il resto dell'abito a lutto; grandi occhi azzurri, profilo all'Esmeralda ...
È la più bella donna che io abbia mai visto; non mi stancavo di guardarla ...
La nostra canzone parte proprio dai versi di Flaubert ed arriva all'incubo dei giorni nostri, un incubo che, grazie alla tenacia della gente (ed all'aiuto di amici come Beppe Grillo), sembrerebbe trasformarsi, magicamente, in un brutto sogno...
Non abbassiamo la guardia....
La canzone dellAcquasola
(di Battisti, Mogol, Flaubert , Besana,)
Il viale verde
In mezzo al parco, e poi
Le siepi colorate
Da tante rose profumate che
Ti sembran più preziose
E c'è nell'aria quella melodia
Che ti fa anche sognare
E quella donna la più bella che ci sia
La starei sempre a guardare
Cosa mi dici
Cosa voglion far :
un parcheggio ! peggio
molto peggio !
cosa vuol dir fare un parcheggio lì:
a quanta gente
l'hanno chiesto, tu lo sai ?
non l'hanno chiesto, giammai!
Che importa tanto se ne fregan lo sai,
purtroppo.
Ma l'hanno vista l'Acquasola, poi?
Così bella che mi confondo
Di che colore è un parcheggio lo sai?
Dalla vergogna io sprofondo.
O Acquasola, Acquasola, ma perché?
Vogliono farne un parcheggio , anche di te
O Acquasola, Acquasola, ma perché?
Vogliono farne un parcheggio , anche di te
Le motorette tutte in fila sopra
il prato e poi
un autosilo sotto
se lo dipingi un po di verde, sai
ancora un parco sembra
e d'improvviso quel rumore tra noi
un suv che esce dal parcheggio
romba il motore a 5000 e poi
il fumo è ancora peggio
Ma poi mi sveglio
Cosè stato, mai ?
Solo un sogno, strano
Proprio strano
Come pensar sia proprio vero che
Si prende un parco secolare tra i più belli che hai
Ci fai un Parcheggio, od anche peggio
E lo chiaman lo sai,
Sviluppo.
Ma per fortuna è solo un sogno e per noi
In quel bel viale verde
Tra quei colori delle rose ormai
Lo sguardo ci si perde
O Acquasola, Acquasola, ma perché?
Vogliono farne un parcheggio , anche di te
O Acquasola, Acquasola, ma perché?
Vogliono farne un parcheggio , anche di te
La gente quando vuole, può decider che
Un parco è sempre meglio di un parcheggio e poi
Le ombre dei cespugli all'imbrunire,
con le siepi e con le rose ancora in fiore
Sono il frutto della gente ancora
Piena di ardore !
Un sentito ringraziamento al gruppo musicale Locomotiv
con Ivano (basso) Gianni (batteria) Maurizio (chitarra)
guest Dario (chitarra)
al coro che nello studio di registrazione di Trasta era così composto :
Giusi, Etta, Monica, Paola, Norma, Rossana, MariaRosa,
Pier, Aga, Carlo
agli amici che, con Marie Helène, si sono aggiunti durante le riprese nel parco
ed al più prezioso dei videomakers, l'amico Sergio Gibellini

by pianacci

postato da: MrHeartbeat alle ore 19:22 | link | commenti
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Cari amici,
lunedì 30 novembre Mina Welby sarà a Genova per due iniziative: al mattino presso il liceo Leonardo da Vinci, di cui vi ho dato notizia poco fa, e nel pomeriggio, alle h. 17:00, presso l'Istituto di Storia Patria a Palazzo Ducale, per la presentazione dell'ultimo numero della rivista Marea, dedicato ai temi della vita e del fine vita.
Un saluto a tutti.
Patrizia
postato da: MrHeartbeat alle ore 19:17 | link | commenti
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Giornata mondiale contro l?aids. Rovasio: occorrerebbe valutare quali sono le responsabilità della Chiesa nella diffusione del virus, anziché diffondere frasi di rito e infarcite di ipocrisia
L'aids si combatte con l'informazione e il preservativo.
29 novembre 2009
Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti:

Quello che ha detto oggi il Papa in occasione della giornata mondiale contro l’Aids ha dell’incredibile. Non comprendiamo come sia possibile sostenere che ‘la chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l’Aids’ quando lo stesso Papa, in occasione del suo viaggio in Africa nel marzo 2009, ebbe a dire che “l’Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che al contrario aumentano il problema”. Tesi antiscientifica, ispirata al credo religioso e che semmai avrà di già aggravato una situazione di emergenza della malattia che ha ucciso in Africa dai primi anni ’80 ad oggi più di 25 milioni di persone, principalmente nella zona sub-sahariana. Sono almeno 22,5 milioni le persone che vivono contagiate dal virus HIV in quella zona.
Quasi nessuno in Italia avrà il coraggio di sottolineare questa grave contraddizione vaticana che si riverbera sulla nostra classe politica con conseguenze disastrose nella società. La totale mancanza di informazione ed educazione sessuale, così come la mancata pronuncia della parola ‘preservativo’ nelle tv e nelle scuole italiane, dimostra la miseria e la studipidità che ci circonda e che permette al virus dell’Aids di diffondersi. E’ forse bene ricordare che in Italia ci sono tra le 150 e le 180.000 persone sieropositive, 22.000 persone con Aids conclamato e che fino ad oggi sono morte per il virus quasi 35.000 persone. Ovviamente non è in corso nessuna campagna nazionale sul preservativo, l’unico strumento che oltre all’informazione combatte quasi al 100% il virus.
Ci auguriamo che prima o poi venga “quantificato” il danno prodotto da proclami e tesi antiscientifiche, ispirate da un credo religioso, che alimentano la diffusione del virus dell’Aids in Africa e nel mondo. Altro che lotta all’Aids.
E’ bene ricordare tutto questo in occasione della giornata mondiale della lotta contro l’Aids, giusto per non essere complici dell’ipocrisia che sembra essere diventata la vera bibbia nel nostro paese.

www.radicali.it

postato da: MrHeartbeat alle ore 19:16 | link | commenti
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Al Sig. Sindaco
Comune di Camogli
16032 Camogli

Oggetto: Lettera circolare ai capo famiglia in merito all’urbanizzazione dell’area ex scalo
ferroviario.
Egregio Sig. Sindaco,
mi ero promesso di non scriverle più (Vedi l’ultima mia lettera aperta) ma dato che ho ricevuto l’invito a “offrire miei eventuali suggerimenti” in merito all’oggetto, ho il piacere di “rappresentarglieli”:
• Le suggerisco di lasciar perdere “l’importanza strategica dell’area” : ritengo che non vi sia alcuna strategia nella proposta urbanistica se non cementificare l’unica area ancora “aperta” e l’ennesima speculazione edilizia riservata ad alimentare il mercato delle seconde case.
• Sono andato a visionare gli elaborati e il plastico ed anche dalle parole dell’Assessore Risicato, presente a delucidare i pregi del progetto, ho avuto l’impressione che tutto sia stato fatto in fretta con dati tecnici ( volumi, destinazione dei metri quadri) non ancora definiti, con la sola finalità di fare buon mercato, dimostrare di voler svolgere una patetica azione partecipativa .
• Rispetto al progetto precedente (al momento l’unico ufficialmente presentato), si evidenzia una notevole diminuzione dei volumi riservati al pubblico ed un miglioramento per il privato che costruisce, nell’utilizzo speculativo dei volumi in quanto sono spariti quelli destinati ad uffici, certamente meno appetibili e di difficile vendita. In occasione della presentazione del progetto originale in consiglio comunale, la palestra, la sala polivalente, la biblioteca erano stati presentati come la parte qualificante di tutta l’operazione: L’importanza strategica ricorda. Ora tutto ciò è sparito a fronte di una diminuzione del volume impattante in prossimità del Teatro ( cosa da apprezzare) e sono spuntati gli “oltre dieci appartamenti di proprietà comunale destinati ad essere assegnati ai meno favoriti,…..”
• Gli “oltre dieci appartamenti”, sig. Sindaco sono 11/12 o 15/20, sembrerebbe che siate ancora in trattativa con il privato nella definizione di questa partita, o la parola “oltre” è veramente strategica per confondere le idee al cittadino sprovveduto?
• E’ poi singolare la definizione dei cittadini “meno favoriti”. Se ho capito bene gli appartamenti destinati a questa categoria di cittadini saranno realizzata nei volumi più arretrati, prossimi alla ferrovia, vicino alla galleria, appunto, sig. Sindaco, nei volumi “meno favoriti” (un pensiero al dramma di Viareggio, al pericolo corso dalla vicina Zoagli poco tempo fa). E’ questa, quindi, la giustificazione della singolare definizione dei cittadini. E’ un nobile principio da compagine amministrativa di Centro-Sinistra, quale sulla carta siete, nel destinare appartamenti “meno favoriti” a cittadini di pari livello. Complimenti! Lei, Sig. Sindaco, che non è certo cittadino dei “meno favoriti” ci andrebbe ad abitare?
Sig.Sindaco gli appartamenti per i “meno favoriti” non si potevano trovare nella speculazione delle ex Gianelline; non si potranno trovare nella speculazione dell’ex Istituto Clotilde Olivari, nel complesso dell’ex ospedale? E’ necessario cementificare e agevolare la speculazione per ottenere appartamenti pubblici “meno favoriti?. Ricordo anche prese di posizione forti da parte del presidente Burlando e suoi assessori in merito all’esigenza di limitare al massimo tali sconsiderate soluzioni urbanistiche ma questa è un’altra storia.
• E veniamo all’importanza strategica generale: tale definizione prevede uno studio approfondito sullo stato sociale della città e sue evoluzioni ipotizzabili; sulla disponibilità immediata, a medio e lungo termine dei volumi possibili da utilizzare; sulle problematiche di viabilità complessive. In ultima analisi sugli obiettivi che si vogliono raggiungere per una Camogli rivolta alle giovani generazioni, per una Camogli più vivibile in relazione alla qualità della vita dei cittadini, anche per i “meno favoriti”, per una Camogli “aperta” alla cultura e non “chiusa” nella cementificata; per una Camogli che non ha bisogno di unità abitative nuove, in quanto si valutano circa mille, delle stesse, inutilizzate o sotto utilizzate. Una Città che ha bisogno di altre menti pensanti al di fuori delle vostre.
• I circa 260 parcheggi interrati a rotazione vengono enfatizzati nella sua lettera al pari dell’entusiasmo posto dall’assessore Risicato. Sottolineare l’importanza dei parcheggi è strategico per confondere le idee al solito cittadino sprovveduto. Mi rendo perfettamente conto della necessità dei parcheggi a rotazione, la questione è dove vengono realizzati in particolare in una città delicata quale la nostra. E’ cosa nota che il centro di polarizzazione di Camogli ha avuto una traslazione da ponente a levante: Zona portuale, piazza Schiaffino, area teatro-Boschetto. Oggi i residenti (quelli che veramente abitano a Camogli e non i “fasulli” che non abitano la città ma hanno ottenuto la cittadinanza???) sono concentrati nelle macro aree teatro-Boschetto e vallata-Ruta.
Se tale valutazione è da considerare, stiamo concentrando nel centro città, un numero elevato di box privati e parcheggi, sia pure a rotazione. ( box e parcheggi nell’area ex gasometro, box e parcheggi previsti sotto la piazza del teatro (volgarmente detta) e area giardini pubblici la cui realizzazione è gestita da una cooperativa ( risulta che siano stati già venduti sulla carta), parcheggi e box da realizzarsi nella proposta in oggetto (non sono riuscito a capire come si articoleranno queste due ultime realizzazioni). Il quadro si completa con i box realizzati nell’area del Boschetto e quelli in costruzione nell’area delle ex Gianelline. Chieda, Sig, Sindaco, ad esperti cosa vuol dire realizzare un concentramento di parcheggi e box in centro città ed in una città con una viabilità precaria come la nostra, le diranno che è demenziale, che non si risolveranno i problemi, al contrario si acuiranno. (una verifica: se ha l’occasione di andare nell’area di via Seja, area dove si sono ghettizzati i camoglini, teoricamente ogni appartamento ha il suo box ma le auto sono tutte fuori).
• Sono arrivato alla conclusione della sua lettera: “gli elaborati, il plastico da poter consultare con l’aiuto di amministratori e tecnici comunali”.
Aria fritta , Sig. Sindaco, il costo di tutto questo, con risorse di tutti noi cittadini è aria fritta, come si suole dire, è solo spettacolo. Ho parlato con il responsabile dell’ufficio tecnico, che mi ha tenuto sulla porta, insieme ad altri cittadini, per sostenere che non aveva nulla da dirci in quanto l’’ufficio non ha alcun documento se non quelli relativi alla pratica della proposta originale ed ufficiale. Aria fritta, Sig, Sindaco.
• Forse ci troveremo decine di camoglini che lasceranno loro commenti positivi ed entusiastici sulla proposta, assolvendo al rito di una vostra formula di fasulla partecipazione. Approverete a maggioranza il progetto, lo farete realizzare. Personalmente, nel limite delle mie possibilità, contrasterò una tale inutile scempiaggine. Una sola curiosità mi resta: quale altre aree scoverete da riempire di cemento A VANTAGGIO DELLA CITTA E DEI CITTADINI?.
Apparentemente non ce ne sono più ma voi sarete più bravi della mia immaginazione.
“Mi è gradita l’occasione per porgerLe i miei cordiali saluti.”
Un Cittadino
Antonio Leverone
postato da: MrHeartbeat alle ore 19:08 | link | commenti
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sabato, 28 novembre 2009

Caro Vincenzo
la campagna per la salvezza del servizio pubblico svolto da Radio Radicale va avanti. Al Senato, nonostante l'emendamento sottoscritto da oltre 200 senatori di tutti gli schieramenti, si sono limitati ad accantonare i fondi necessari per soli due anni, rimandando il rinnovo della convenzione a un successivo intervento legislativo. La finanziaria é passata ora all'esame della Camera, dove riproporremo l'obiettivo del rinnovo della convenzione per i prossimi tre anni.
La storia di Radio Radicale non ha nulla a che fare con le elargizioni di denaro pubblico in forma di favori e clientele. E' la storia, che dura da più di trent'anni, di un servizio pubblico che ha segnato la vita del paese. Come abbiamo tentato di documentare con questo video.

postato da: MrHeartbeat alle ore 05:15 | link | commenti
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venerdì, 27 novembre 2009

Scintille in vista sul "lido"
convegno
«DOVEVA ESSERE un dibattito sereno sul progetto del nuovo Lido, un contradditorio tra me e il costruttore Corica. Invece, alla fine, sarà un grande spot a favore dell'operazione. Su dodici relatori io sarò l'unico contrario all'iniziativa. Ma se credono che io mi presti al ruolo di paravento "democratico" di un confronto inesistente, si sbagliano. Ci sarò, e incalzerò i presenti».
A lanciare il grido di battaglia è Andrea Agostini, responsabile del circolo Nuova Ecologia di Legambiente e leader di tante, movimentate proteste contro nuove edificazioni in città. Lo scenario dello scontro (annunciato), questa volta, non sono né le piazze né l'aula consiliare di Palazzo Tursi ma l'auditorium di Confindustria (che ha sede in via San Vincenzo 2). Qui il circolo culturale La Maona ha organizzato, domani alle 17,30, una tavola rotonda dal titolo "Dal Lido d'Albaro al Lido di Genova". Invitati, accanto ad Agostini, Paolo Brescia e Tommaso Principi, progettisti del contestato restyling del Lido che è stato bocciato a giugno dal consiglio comunale, l'assessore Mario Margini, il presidente del municipio Medio Levante, Pasquale Ottonello, Raffaella Della Bianca, capogruppo del Pdl a Palazzo Tursi, Maurizio Senzioni, presidente di Assedil, l'imprenditore Mario Corica, promotore dell'operazione, e Mario Giacomazzi, di Confidustria. Apriranno la tavola rotonda il presidente di Confidustria Genova, Giovanni Calvini, e Giovanni Grimaldi, presidente de La Maona. Moderatore: Franco Monteverde, direttore dell'associazione.
Ogni volta che si parla del Lido, fioccano le polemiche. A giugno, in consiglio comunale, si era sfiorata la crisi per la bocciatura a sorpresa del progetto col contributo decisivo di Italia dei valori. Una seconda versione del progetto, con meno case in riva al mare, è stata virtualmente rispedita al mittente dai dipietristi, contrarissimi alle residenze. Il sindaco Marta Vincenzi, da parte sua, lavora ad un'intesa chissà quanto possibile. Domani, intanto, gli animi torneranno ad infiammarsi sulla proposta. «La Maona vuol fare uno "spottone" a un progetto politicamente morto», afferma Agostini: «Non hanno neppure invitato i rappresentanti di Italia dei valori, che pure sono stati determinanti nel far saltare l'iniziativa». «Ho invitato un esponente della maggioranza e uno dell'opposizione, mica posso inseguire tutti i partiti», taglia corto Monteverde. Quanto al progetto, «il problema non è essere a favore o contro ma discutere se è utile oppure no. Vogliamo contribuire a dissipare la cappa che in questa città impedisce di fare qualsiasi cosa».
V. G.

da
http://edicola.ilsecoloxix.ilsole24ore.com/

link alla notizia: http://tinyurl.com/ybvaewp

postato da: MrHeartbeat alle ore 20:29 | link | commenti
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A seguito dell’ottavo Congresso nazionale di Radicali Italiani, tenutosi a Chianciano Terme dal 12 al 15 novembre scorsi, che ha visto l’elezione di Mario Staderini a Segretario, di Michele De Lucia a
Tesoriere e di Bruno Mellano a Presidente nella serata di ieri sono state nominate da Segretario e Tesoriere la nuova Direzione Nazionale e la nuova Giunta Esecutiva. Nei nuovi organi sono quattro i liguri
compresi negli organi dirigenti.
In Direzione (composta da 15 componenti) entra la spezzina Deborah Cianfanelli, avvocato. Nella Giunta (10 componenti) viene confermato Alessandro Rosasco, 22 anni di Genova. Nel Comitato Nazionale eletto dal Congresso e composto da 60 persone siedono i liguri Walter Noli, di Genova e Gian Piero Buscaglia, di Imperia.

Segnalazione di davide

da http://www.cittadigenova.com/Genova

link alla notizia:

http://tinyurl.com/y9xduu9

postato da: MrHeartbeat alle ore 20:02 | link | commenti
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Ill.mo sig. Sindaco
Dott. Italo Mannucci
CAMOGLI
p.c. Alla cittadinanza di Camogli
Oggetto: sua lettera alla cittadinanza in riferimento allo Scalo ferroviario.
Ho ricevuto la sua lettera alla cittadinanza in merito all'operazione edilizia presso lo Scalo Ferroviario.
Mi permetta, visto che me ne si dà la possibilità, di esprimere tutta la mia indignazione per essere trattato, io come gli altri migliaia di cittadini camogliesi, da idiota.
Lei ci manda una lettera che a prima vista sembra essere un'apertura di questa Amministrazione ad ascoltare l'opinione della cittadinanza, ma che in realtà appare più come “l'indoramento della pillola”.
Se lei ci avesse scritto più o meno così:
“Cari concittadini, avevamo bisogno di soldi perché per molti anni abbiamo sforato il patto di stabilità imposto dal Governo e quindi ci siamo venduti (a sotto costo) metà dell'area dello Scalo Ferroviario a una ditta che ci costruirà molti appartamenti, che probabilmente diventeranno seconde case, e molti, molti, box privati. Questa ditta costruirà per il Comune anche un edificio per uso pubblico e un parcheggio a pagamento interrato che però non ci regalerà in quanto il Comune se lo pagherà fino all'ultimo euro aprendo dei mutui che graveranno sui prossimi trent'anni .
Cari concittadini, per potere valutare l'operazione dovete anche sapere che:
• si tratta di una speculazione privata all'interno di una società a maggioranza pubblica:
• i lavori di scavo e costruzione dureranno anni procurando disagi e rischi, sempre che non vengano sospesi o bloccati da ricorsi alle Autorità;
• il progetto non è stato ancora approvato dalle Autorità competenti e non sappiano se andrà a buon fine, ma i soldi dal socio privato noi li abbiamo già presi e se dovessimo ridarli indietro ci troveremmo in grossa difficoltà;
• non abbiamo particolari garanzie che la ditta privata finisca i lavori, soprattutto la parte ad uso pubblico;
• gli edifici saranno a pochissimi metri dalla ferrovia e quanto successo a Viareggio apre delle serie preoccupazioni:
• recentemente abbiamo cambiato il progetto e, rinunciando alla costruzione della palestra e della sala conferenze e concedendo al socio privato di costruire molti più appartamenti invece che locali destinati al commercio e agli uffici, abbiamo ottenuto un certo numero di appartamenti che gestiremo per la popolazione in difficoltà.
Venite a vedere il progetto e poi fateci sapere cosa ne pensate. Cordiali saluti. Il Sindaco Mannucci.”
… come dicevo, se lei ci avesse scritto più o meno così sarebbe stato credibile, e io mi sarei sforzato di ragionarci sopra.
Poiché invece lei, nella sua lettera, ci sventola la storia degli appartamenti e dei locali ad uso pubblico celandoci tutto il resto, io mi chiedo, e le chiedo: c'è altro che questa Amministrazione ancora non ci ha detto, e non intende dirci, in riferimento all'operazione edilizia dello Scalo ferroviario?
Cordiali saluti.

Camogli, 16 novembre 2009 Matteo M. Soave
postato da: MrHeartbeat alle ore 19:47 | link | commenti
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Radicali Italiani: esposto in Procura su sostituzione Ruffini e nomina Di Bella alla direzione di Rai 3
Roma, 26 novembre 2009
Nei prossimi giorni Radicali Italiani presenterà, con l’Avv. Giuseppe Rossodivita, un esposto presso la Procura della Repubblica di Roma, unica competente per territorio, al fine di far aprire una indagine per verificare se con la cacciata di Ruffini e la nomina di Di Bella alla direzione di RAI 3, votata dal Consiglio di Amministrazione della RAI, con l’unico voto contrario del Consigliere Nino Rizzo Nervo, sia stato consumato qualche reato.
Se difatti i giornali, da tempo, parlavano di un avvicendamento che ci sarebbe stato solo dopo l’elezione del nuovo segretario del PD, oggi parole gravissime, che meritano di certo un approfondimento investigativo, sono state pronunciate da diversi protagonisti della vicenda.
Paolo GENTILONI, responsabile della comunicazione del PD, ha affermato, secondo quanto riportato dai giornali, che “il vertice RAI ha dato esecuzione a un ordine esterno”, ed il Consigliere NINO RIZZO NERVO, sempre secondo quanto riportato dai giornali, ha dichiarato: “Non avrei mai immaginato che la richiesta di epurazione da mesi sollecitata dall’esterno potesse essere accolta con un solo voto contrario”, aggiungendo che “i risultati di qualità, di ascolti ed economicità di gestione raggiunti da Paolo Ruffini erano inattaccabili” e che “l’avvicendamento di Ruffini non ha alcuna giustificazione aziendale”, Sergio ZAVOLI, Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza elenca tre elementi esorbitanti da criteri giurisdizionali: “l’estenuante lentezza della decisione; l’assenza di motivazioni che accreditassero la natura professionale del provvedimento; l’incongrua, nuova collocazione escogitata per giustificare un esito di cui la politica stessa, certo non estranea alla questione, non credo possa menar vanto”, mentre Milena GABANELLI, evoca sul Corsera, carriere dentro la RAI dettate dalla politica secondo un criterio basato sulla fedeltà o sulle conoscenze.
Si tratta di quattro dichiarazioni convergenti provenienti da soggetti non solo autorevoli, ma attendibili e credibili, che, alla luce di quanto si è potuto leggere nei mesi scorsi sulle pagine dei giornali, meritano sicuro approfondimento, anche attraverso la ricerca di riscontri esterni.
“Se così fosse, infatti”, dichiara Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, “non vediamo, al momento, la differenza con il caso Mastella - cui la procura di Napoli ha dedicato cospicue energie investigative - nel quale dall’esterno delle ASL ed in particolare dal gruppo facente capo all’Udeur Campano, venivano, secondo l’accusa, imposte assunzioni ed incarichi.”
“O meglio delle differenze ci sono, qui si tratta del diritto all’informazione completa, obiettiva, imparziale che la concessionaria del servizio pubblico RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., a mezzo dei suoi dirigenti incaricati di pubblico servizio, dovrebbe fornire ad oltre 55 milioni di cittadini elettori, per poi consentirgli di farsi un’idea di questa classe politica e votare di conseguenza; qui si tratta di garantire propaganda, continua, quotidiana, diretta ed indiretta, del valore di migliaia di milioni di Euro l’anno ai vertici dei partiti che lottizzano; lì a Napoli, con tutto il rispetto, forse era questione di meno importanza.”
Vedremo cosa farà la Procura di Roma, per intanto diamo la notizia che il 17 dicembre è fissata l’udienza in camera di consiglio, davanti al GIP di Roma, dr. Riccardo AMOROSO, per discutere dell’opposizione alla ennesima richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura Romana per la denuncia sporta da Pannella e Bonino in occasione della campagna elettorale delle Europee, ove alla Lista Pannella - con 500 militanti e dirigenti in lotta nonviolenta con l’arma del digiuno e con Emma Bonino, vicepresidente del Senato che occupava la RAI - in un mese di campagna elettorale i tre TGRAI, dal 3 aprile fino al 17 maggio 2009, avevano riservato - a fronte della legge che imponeva ai notiziari di conformarsi, con particolare rigore ai criteri di tutela del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, della completezza, dell’obiettività e di parità di trattamento tra le diverse forze politiche - un tempo di parola complessivamente pari a 8 minuti e qualche manciata di secondi; agli altri, i lottizzanti, intere ore di programmazione.

www.radicali.it

postato da: MrHeartbeat alle ore 19:39 | link | commenti
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Per la Commissione Cultura del Consiglio regionale della Lombardia non merita alcuna tutela il Cimitero dei Martiri cristiani di S.Ambrogio
6 novembre 2009
La decisione è stata “imposta” al PdL dal Presidente leghista Belotti e dalla relatrice leghista Ruffinelli, capovolgendo le prove a favore dell’approvazione della Mozione 307. proposta dai Radicali e sostenuta dal Presiente Formigoni.
Il tutto a pochi giorni dalla battaglia leghista in Consiglio a difesa dei crocefissi.
Milano, 26 novembre 2009
La Mozione per la salvaguardia e la valorizzazione del Cimitero paleocristiano “ad Martyres” di S.Ambrogio, proposta dai Radicali, sottoscritta dal Presidente del Consiglio De Capitani (LN), da due Assessori (PdL-AN e DC), dalla Presidente della Commissione Ambiente (PdL-F.I.), da esponenti di tutti i partiti e, soprattutto, sostenuta pubblicamente dal Governatore Formigoni e da un vasto movimento di cittadini e di religiosi, tornerà al Consiglio regionale della Lombardia per il voto finale con il parere negativo della Commissione Cultura, imposto dai membri leghisti capovolgendo, con uno stile da provetti “treccartari”, le prove a favore della sua approvazione.
Il 21 ottobre scorso la Commissione aveva acquisito una lettera del Sindaco Letizia Moratti al Metropolita ortodosso di Milano, primo firmatario di una Petizione popolare a sostegno della tutela del Cimitero ad Martyres: il Sindaco di Milano lo rassicurava che l’area del parcheggio interrato NON apparteneva al Cimitero ad Martyres e il Metropolita le aveva dato pieno credito.
Di fronte alla ferma e documentata posizione radicale, la Commissione cultura aveva deciso che il SI o il NO alla Mozione 307 per la salvaguardia del Cimiterosarebbe dipeso dalla risposta della Soprintendenza ai Beni archeologici della Lombardia ad un quesito secco: l’area del parcheggio appartiene o no al cimitero ad martyres? La relatrice Ruffinelli aveva premesso : “A noi non interessa se ci siano o no dei reperti, ma solo se si tratti o no di un’area del Cimitero ad Martyres”. E aveva concluso: “Va da sé che in caso di risposta positiva, scatterebbe la normativa a tutela dei beni immateriali”. La risposta è arrivata l’11 novembre con le prove inoppugnabili che si trattava del Cimitero ad Martyres, dunque la Moratti aveva mentito al Metropolita inducendolo in errore, dunque la Regione poteva tutelare il sito ad Martyres per i valori universali di natura immateriale che rappresenta, e doveva tutelarli se li riconosceva come valori fondamentali dei cittadini lombardi, attivando la procedura per la “dichiarazione di interesse” prevista dal Codice Urbani.
Invece nella seduta di ieri la Relatrice Ruffinelli, contraddicendosi e schiacciandosi sulle indicazioni del Presidente Belotti, prendeva semplicemente atto dei motivi per cui la Soprintendenza aveva dato parere favorevole al parcheggio sulla base di criteri suoi, che nulla hanno a che fare con la tutela dei beni immateriali sui quali è competente la Regione. L’esito della votazione ha avuto un attimo di incertezza per la titubanza del Consigliere di Forza Italia, che alla fine si è piegato al diktat della Lega. Lucio Bertè, presente alla seduta, ha dichiarato: “Oggi hanno vinto la menzogna, l’arroganza e il cinismo dei nuovi parvenues al potere, gli oscuri interessi politico-economici legati alla lobby dei parcheggi e una concezione simoniaca della religione. Hanno perso la verità, la cultura, la politica e in definitiva sono stati ingannati e traditi i cittadini e le loro grandi ragioni, di laici e di religiosi. Presidente Formigoni, nulla da dire? L’ultima occasione per ribaltare questo parere, vergognoso perchè strappato con l’inganno, ci sarà con il prossimo Consiglio regionale, alla vigilia di S.Ambrogio (!). Spero ancora in un voto libero, di obbedienza alla propria coscienza. Un po’ sull’esempio dei martiri cristiani, ma rischiando molto meno...”

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Internet, Nicotra e Lipparini: i Liberali europei fanno propri gli obiettivi Radicali per internet libero e formati aperti
25 novembre 2009
Il Parlamento europeo, approvando il Pacchetto Telecom, tutela internet come diritto fondamentale. L’Italia si adegui subito a questi princìpi
Dichiarazione di Luca Nicotra, Segretario dell’Associazione radicale Agorà Digitale e di Lorenzo Lipparini, Comitato nazionale di Radicali italiani:
Il congresso del Partito dei Liberali e Democratici europei (ELDR) ha approvato la risoluzione proposta dai Radicali italiani sulle libertà digitali che chiede tra l’altro un impegno per “l’adozione dei formati aperti e del software libero come buona pratica per garantire l’indipendenza delle istituzioni, la trasparenza e l’accessibilità di tutti i cittadini agli atti pubblici, oltre a garantire significativi risparmi per le pubbliche amministrazioni”.
La risoluzione invita i partiti Liberali di tutta europa ad “aprire un dibattito sulla possibilità di legalizzare il file sharing delle opere coperte da copyright attraverso l’adozione di licenze collettive estese” e ribadisce che “l’accesso a internet deve essere salvaguardato come un diritto umano fondamentale come quelli riguardanti la comunicazione e il diritto di espressione”.
Quest’ultimo pricipio è stato ribadito proprio ieri dal Parlamento europeo con il voto, a grandissima maggiornaza, del testo di comproesso sul Pacchetto Telecom che stabilisce che “I provvedimenti adottati dagli Stati membri devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo”, “nel rispetto del principio della presunzione d'innocenza e del diritto alla privacy” e a seguito di “un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo".
Il voto del Parlamento europeo è un passo nella giusta direzione e sancisce l’illegalità di proposte di controllo poliziesco di internet o di disconnessione degli utenti per reati connessi al file sharing senza l’intervento dell’autorità giudiziaria, come invece previsto dalla legge francese Hadopi.
Durante le prime due letture del testo al Parlamento europeo, grazie all’impegno di Marco Cappato, abbiamo, come radicali, contribuito a bloccare il tentativo di militarizzazione di internet e chiesto a più riprese un’attenzione europea verso le libertà digitali. Oggi questo impegno è stato riconosciuto e raccolto anche dai 56 partiti membri di ELDR. È ora importante vigilare affinchè, a livello nazionale, il recepimento di questi principi comunitari avvenga senza ritardi e ambiguità, sgombrando il campo dalle proposte illiberali che giungono quotidianamente dall’attuale maggioranza di governo.
Il testo del Pacchetto Telecom del Parlamento europeo:

http://tinyurl.com/yjslxvo

La risoluzione sulle Libertà digitali dei Liberali e Democratici europei:

http://tinyurl.com/ybwxp5z

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Pannella, 80 anni da rompiscatole «Ma anche il Papa volle parlarmi...»
• da Il Giornale del 27 novembre 2009
di Vittorio Macioce
Je ne regrette rien. La voce è di Edith Piaf, l’anima è la sua. Marco Pannella a un certo punto lo dice: io non rinnego nulla. È la sua forza, la sua storia, la sua biografia. Non c’è perdono. Non c’è peccato. Non c’è redenzione. Quest’uomo di 80 anni puoi prenderlo solo così, come un gigante imperfetto, scomodo, qualche volta irritante, un perdente che non è mai stato sconfitto, un maestro che rinnega i suoi discepoli. Questo libro pubblicato da Bompiani sembra un’autobiografia. Il titolo è Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti). Ed è senza dubbio pannelliano. Non lasciatevi ingannare. Marco si racconta, in una lunga intervista, a Stefano Rolando, ma non mette mai la parola fine. Non c’è nostalgia. Non è il racconto di un grande vecchio. Non è il diario di un ottantenne. È la fotografia di un uomo sempre uguale a se stesso. Poi ci sono anche i ricordi e le idee e le passioni e quel restare sempre un passo fuori dalla storia. Pannella che non è di destra né di sinistra. Pannella liberale, liberista e libertario, pasoliniano, Sciascia e Cicciolina, Tortora e Toni Negri, craxiano e degasperiano, con Wojtyla e contro la Chiesa, berlusconiano e piddino, qualche volta perfino andreottiano. Pannella che è sempre e solo Pannella. Fin dall’inizio. Ti ricordi il primo sciopero della fame? «Lo ricordo bene. Inizio Anni sessanta. Lavoravo a Parigi per Il Giorno. E avevo ottimi rapporti con la resistenza algerina. C’era un vecchio anarchico francese, Louis Lecoin, uno che contro la tradizione anarchica aveva chiesto addirittura al Papa di intervenire per salvare Sacco e Vanzetti, convertito alla non violenza, con un certo prestigio nel mondo intellettuale. E a lui mi aggregai. Dopo quattro-cinque giorni smise lui e smisi io». Il motivo? L’appoggio alla resistenza algerina. Tutto comincia e finisce con i diritti umani.
Pannella è una vecchia zitella che ha avuto tanti amanti. Li ricorda tutti e non rinnega nessuno. Craxi gli diceva: «Non posso starti sempre a sentire, questi ci linciano». Marco lo ricorda così: «Quando salvammo D’Urso, prigioniero delle Br, finì a champagne con lui. Sorrideva. E siccome non aveva ancora aggiustato i denti aveva davanti una fessura, di quelle in cui ci puoi fare i tuffi. Non era bello, ma quel sorriso aveva un suo fascino». Di Andreotti dice: «Devo dargli atto che con il passare degli anni il suo cinismo cattolico romano si è trasformato in alto cinismo greco. Ha saputo crescere invecchiando».
Quelli del Pci non lo hanno mai sopportato. I radicali erano i borghesi, quelli con troppi vizi, una compagnia girovaga di buffoni e viandanti. Li chiamavano «froci e drogati». «Hanno sempre cercato di esorcizzarmi. Ci hanno vissuto un po’ come i comunisti storici avevano vissuto i trotzkisti. E mi dispiace che questo atteggiamento lo sento ancora nel Pd». È stato sempre così. La sinistra ha sempre cercato di tenere Pannella fuori dalla porta. E anche adesso lo sopportano per amore della Bonino. È difficile collocarlo. La politica è meraviglia: «Ho difeso l’Msi dal fascismo degli antifascisti». Uno dei suoi teoremi: «Il dialogo è tra persone che non condividono tutto. La sintesi è una profonda trattativa». Sembra che Papa Wojtyla ascoltasse le sue interviste: «Lo ha raccontato lui stesso. Quando arrivò a Roma, appena eletto cardinale, gli parlarono di questo politico strano che faceva scioperi della fame. Volle vedermi. Di quel dialogo ci rimase una visione non distante sull’idea di religiosità». Pannella non sarà mai un «padre della patria». Niente monumenti. «Mi offenderebbero un po’». Un giorno gli chiesero: che fai se gli italiani ti eleggono presidente? «Mi dimetto. Significa che l’Italia non ha più bisogno di me».
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mercoledì, 25 novembre 2009

Giustizia, Staderini: il processo breve è una farsa, per una vera riforma serve una grande Amnistia legale
Contro l'amnistia di fatto e di classe. Depenalizzazioni per impedire nuovi casi Bianzino e Cucchi.
Roma, 24 novembre 2009
• Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani
La rissa sui processi che vede impegnate le fazioni berlusconiane e antiberlusconiane del Regime italiano è destinata ad incattivirsi ancora di più nei prossimi giorni e settimane, con un solo risultato certo: impedire ogni vera riforma della giustizia che non sia destinata a salvare Berlusconi dai suoi processi e l’assetto corporativo dell’ordine giudiziario.
Mentre Parlamentari e dirigenti radicali sono con Rita Bernardini giunti al sesto giorno di sciopero della fame per chiedere che il Parlamento affronti i problemi esplosivi dell'ultimo anello della malagiustizia italiana, quello di un sistema carceri totalmente fuorilegge, Radicali Italiani ribadisce l'urgenza assoluta di porre fine alla condizione di delinquenza abituale dello Stato italiano che, con 10 milioni di processi pendenti, lascia milioni di cittadini senza tutela e determina lo sfascio economico e sociale dell’Italia.
Il cosiddetto "processo breve" non è una riforma bensì una rimozione della giustizia.
Aumenterebbe i 200 mila procedimenti penali che ogni anno vanno in prescrizione, legalizzando ed aggravando l'impunità realizzata attraverso l’ amnistia strisciante e di classe. Di tutto questo nessuno, nemmeno Di Pietro, sembra dolersi.
L'alternativa alla farsa del processo breve non è però il nulla assoluto opposto dal Partito Democratico e dal partito dei giudici. Riformare la giustizia è davvero la priorità del Paese. Per realizzarla occorre avere il coraggio, contro l'amnistia di fatto che già oggi cancella indiscriminatamente ogni reato, di spiegare agli italiani la necessità di una grande amnistia legale, cioè una scelta politica di selezione dei reati da amnistiare che liberi gli stessi magistrati dall’abnorme arretrato che altrimenti vanificherebbe qualsiasi riforma. Affiancando ad essa anche una vasta azione di depenalizzazione dei reati senza vittima, a partire dai reati connessi al consumo di sostanze stupefacenti, che ingolfano inutilmente tribunali e carceri e provocano tragedie evitabili come quelle di Aldo Bianzino e Stefano Cucchi

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Cosentino: Senatori Radicali non partecipano a voto mozione Pd e votano contro quella dell'Idv
25 novembre 2009
Dichiarazione dei Senatori Marco Perduca e Donatella Poretti eletti nelle liste del Pd:
Abbiamo manifestato l'astensione sulla 'mozione Cosentino' presentata dal Pd, che avevamo firmato 13 mesi fa, non partecipando al voto perche' il contesto politico e' profondamente mutato. I sospetti dell'estate scorsa hanno fatto spiccare una richiesta di custodia cautelare in carcere con imputazioni di concorso esterno in associazione mafiosa esclusivamente sulla base delle dichiarazione di collaboratori di giustizia. Niente a che vedere con opportunita' di dimissioni ma molto a che vedere con una visione della giustizia diametralmente opposta a quelle di uno Stato di Diritto liberale al quale ci ispiriamo. Facciamo piena fiducia all'operato del deputato Radicale Maurizio Turco che settimana prossima presentera' la sua relazione di minoranza dopo che oggi si e' astenuto in Giunta per le elezioni sulla richiesta d'arresto per l'onorevole Cosentino.
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Musica, Nicotra e Beltrandi: i dati smascherano la propaganda delle major. Il file sharing illegale non distrugge la musica, anzi. Legalizziamolo subito
24 novembre 2009
Dichiarazione di Luca Nicotra (Segretario dell'associazione radicale "Agorà Digitale) e Marco Beltrandi (Deputato Radicale eletto nelle liste del PD):
La propaganda dei grandi attori del mercato dell'audiovisivo cerca ogni giorno di convincerci di una realtà che i dati continuano a smentire. Anche lo studio pubblicato oggi dalla fondazione IULM, mostra un mercato della musica sostanzialmente stabile nonostante la crisi economica, con un dato di crescita nella vendita dei CD e un grande incremento nel settore digitale. Dove sono oggi i proclami di quelli che si strappano i capelli per il danno inferto dal file sharing illegale all'industria della musica? Scommettiamo che non avranno il coraggio di commentare dei dati che mostrano come il problema non è quello dei cosiddetti pirati, bensì quello di convincere le grandi major a seguire le regole del mercato, ad esempio abbassando il costo dei CD, o adattandosi alle nuove tecnologie e alle conseguenti aspettative dei cittadini-consumatori.
Dietro la difesa di una regolamentazione del diritto d'autore bloccata quantomeno al secolo scorso, c'è la richiesta di poter agire fuori dal mercato e fuori dal tempo. Per colpa di chi difende lo status quo stiamo combattendo una guerra contro una intera generazione. Una guerra inutile e dannosa, per la cui vittoria, ci chiedono di sacrificare il diritto alla tutela dei dati personali in rete, e il diritto al giusto processo, con la possibilità di scollegare interi nuclei familiari da internet.
Come radicali e come associazione Agorà Digitale, chiediamo da tempo di seguire un'altra strada, quella della legalizzazione del file sharing, che rappresenta un'enorme possibilità di sviluppo economico e culturale nel paese. Per questo è stato depositato alla Camera un disegno di legge presentato da Marco Beltrandi e sottoscritto dall'intera delegazione radicale che descrive un percorso realistico di regolamentazione. Ci appelliamo, al presidente e ai membri della commissione cultura, dove il ddl è bloccato ormai da troppo tempo, e a tutte le forze politiche, affinchè il testo venga calendarizzato al più presto.
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RU486, Viale: pronto a ripartire anche senza la registrazione
25 novembre 2009
Silvio Viale, il ginecologo torinese che ha condotto la sperimentazione all’Ospedale S.Anna di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Basta prese in giro per le donne italiane. Non vi è più alcun motivo per ritardare la pubblicazione sulla GU, tanto meno vi è la necessità di un parere legale del ministero. Se il ministero vuole bloccare la RU486 deve assumersi la responsabilità di un decreto legge o di un’ordinanza specifica, assecondando così il parere dei militanti anti-RU486 che ha assunto come esperti. Tra essi quella Assuntina Morresi che, come riporta oggi l’Avvenire, avrebbe detto che i decessi per RU486 sarebbero causati dal Day Hospital. Per dovere d’ufficio, come riportato nella mia memoria consegnata alla Commissione, debbo ricordare che l’EMEA e la FDA hanno già escluso ogni nesso di causalità tra le morti segnalate e la RU486. Sono curioso di vedere quali altre fantasie siano state riportate nella relazione.
Sia chiaro, da vero esperto io non temo la “prova del nove” della pratica clinica, né la minaccia di arbitrato davanti all’EMEA, il cui esito è scontato a favore della RU486, ma non credo sia più tollerabile che alle donne italiane continui ad essere negata la possibilità di ricorrere alla RU486 sotto controllo medico e nell’ambito delle previsioni della 194.
Anche l’AIFA deve fare il suo dovere senza interferenze improprie.
Il 21 ottobre scorso Direttore Generale dell'Aifa Prof. Guido Rasi bollava come “inopportune” le mie dichiarazioni con cui mi auguravo che l’AIFA mantenesse la schiena dritta. Devo constatare che a un mese di distanza siamo ancora nella stessa situazione di allora.
Se la pubblicazione dovesse ancora tardare, sarà necessario ripartire con la RU486 anche senza la registrazione come, peraltro, si era già pronti a fare quando giunse la notizia che il CdA dell’AIFA avrebbe concluso la pratica di registrazione. Ero pronto allora, sono pronto tuttora a ripartire anche senza la registrazione.”

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Rivista MAREA Invita alla presentazione del numero dedicato ai temi della autodeterminazione nelle scelte della vita e del fine vita lunedì 30 novembre ore 17,00 presso l’Istituto di Storia Patria – Palazzo Ducale
ne parliamo con
Lidia Menapace, Mina Welby, Erminia Emprin Gilardini, Sandra Morano, Rosangela Pesenti, Sandra Verda
Sarà presente la sindaca di Genova
Marta Vincenzi
--
Monica Lanfranco

 www.monicalanfranco.it

www.altradimora.it

 www.mareaonline.it

Segnalazione di laura massi

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Carceri, Marassi è una polveriera
Esplode la protesta per il sovraffollamento, detenuto tenta il suicidio
di Marco Preve
Sale la tensione nelle carceri italiane sempre più invivibili a causa del sovraffollamento. E, assieme a quello di Lucca, è la prigione di Marassi a guidare al protesta dei detenuti e anche quello degli agenti della polizia penitenziaria.
Sabato notte nel carcere genovese gli agenti hanno sventato un tentativo di suicidio. Sull´episodio il pm Vittorio Ranieri Miniati ieri pomeriggio era in attesa di una prima relazione per approfondirne le circostanze. Secondo quanto scrive il segretario regionale Uil Penitenziari Liguria, Fabio Pagani, il detenuto ha motivato il gesto come un atto di protesta contro le condizioni detentive». Già venerdì sera, i carcerati avevano protestato pacificamente ma rumorosamente contro la situazione di sovraffollamento.
Il sindacato, che vorrebbe uno sfollamento e denuncia una situazione ad alto rischio, chiede ora l´attenzione del ministro della Giustizia Angelino Alfano. Il tentativo di suicidio è stato scoperto intorno alle 23.50 di sabato nel circuito di Alta sicurezza. «Ad allertare gli agenti - racconta un comunicato della Uil Penitenziari - è stato un insolito odore di gas, che li ha guidati fino alla cella dove il detenuto era riverso a terra, con una busta di plastica che gli avvolgeva la testa e al cui interno confluiva il gas di una bomboletta per fornellini. L´uomo, una volta ripresosi ha motivato la sua azione come un gesto di protesta contro le condizioni detentive».
«Dopo l´incontro di sabato col direttore i detenuti hanno sospeso momentaneamente la protesta - spiega Pagani - e a quanto ci è dato sapere la direzione ha preso l´impegno di risolvere alcune criticità entro le prossime 24 ore».
Il sindacato resta scettico rispetto alle promesse fatte dalla guida del carcere, e nel temere che le proteste possano riprendere più forti di prima, rivolge una richiesta di aiuto al ministro Alfano.
Le stesse preoccupazioni e richieste arrivano anche da Donato Capece segretario generale del Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: «Quelli di Genova Marassi e Lucca sono penitenziari con molte criticità, nonostante l´encomiabile lavoro che ogni giorno svolge il personale di Polizia penitenziaria. Lucca, con una capienza regolamentare di 82 posti, ospita più di 200 detenuti e Marassi, con 430 posti letto, ne ha 780. A Lucca, poi, mancano 40 agenti rispetto all´organico previsto ed a Marassi ben 165! E´ ovvio - sottolinea Capece - che in questo contesto di sovraffollamento, qualsiasi cosa può essere foriera di problemi, soprattutto di sicurezza per chi nelle sezioni detentive lavora come i poliziotti penitenziari».
Anche il Sappe chiede un incontro al ministro della Giustizia Angelino Alfano. «L´auspicio - si legge in una nota - è che il ministro incontri a breve il Sappe e le altre organizzazioni sindacali per alcune proposte da inserire possibilmente nella stesura finale dell´annunciato Piano Carceri, il cui esame è dato per imminente al Consiglio dei Ministri. La situazione è sempre più incandescente, con quasi 66mila detenuti a fronte dei 42mila posti regolamentari, e gli agenti costretti a turni pesanti in termini di stress e sicurezza. Per questo diciamo al ministro: incontriamoci per trovare soluzioni condivise».
Il Sappe chiede 5 mila nuove assunzioni ed è «favorevole alla realizzazione di carceri ?leggere´ per soggetti provenienti dalla libertà, anche con strutture destinate ai Centri di identificazione ed espulsione ma non ancora operative». Il sindacato propone inoltre che siano rivalutate «le misure alternative e l´utilizzo del braccialetto elettronico oltre a un ragionamento sulla depenalizzazione di alcuni reati minori».
(23 novembre 2009)
http://genova.repubblica.it/

link alla notizia http://tinyurl.com/yb6ckph

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DA REPUBBLICA.IT
MERCOLEDÌ, 25 NOVEMBRE 2009
Sentiti dalle commissioni provinciali il Comitato e l´Ospedale
Legambiente all´attacco del Nuovo Galliera
L´architetto Giovanni Spalla: "Il progetto della nuova struttura è illegittima"
Decisi a non mollare. Gli abitanti di Carignano promettono che per il progetto del Nuovo Galliera sono pronti a presentare ricorso al Tar, così come hanno fatto per i parcheggi dell´Acquasola. «Per noi il progetto del nuovo ospedale è illegittimo - spiega l´architetto Giovanni Spalla, presidente del Comitato Scientifico di Legambiente - : le modifiche urbanistiche non possono essere fatte soltanto con una semplice variante, poiché si modifica la struttura del Puc, cioè del piano regolatore». Ieri i vertici locali di Legambiente sono stati ascoltati dalle commissioni provinciali competenti. Il professore Giovanni Spalla ha illustrato le gravi conseguenze che il progetto avrebbe sul quartiere, "appesantendone il carico urbanistico, eliminando gli spazi verdi, danneggiando l´ospedale monumentale che verrebbe accerchiato e svuotato del suo ruolo e valore funzionale e storico". «Pur condividendo l´obiettivo di ammodernamento dell´ospedale, riteniamo che l´intervento sottragga ai servizi sanitari aree che invece si trasformano e cambiano destinazione d´uso, diventando residenziali - ripete l´architetto - è come legittimare la speculazione edilizia all´interno dell´area ospedaliera». C´è di più. Il progetto da 157 milioni di euro non sarebbe stato sottoposto alla Vas (Valutazione Ambientale Strategica) prevista da una direttiva dell´Unione Europea.
Per queste ragioni il comitato e Lagambiente, se non dovessero essere ascoltati dal Comune, annunciano il ricorso al Tar. Anche se le due commissioni della Provincia (in questo caso non hanno alcun potere decisionale) si sarebbero dichiarate disponibili ad ascoltare e fare da anello di collegamento tra la Regione e Palazzo Tursi. L´intenzione dei tecnici è di approfondire il tema con gli amministratori regionali e comunali, per la ricerca di una soluzione che contemperi le esigenze sanitarie a quelle urbanistiche e finanziarie.
Nel pomeriggio le commissioni hanno ascoltato anche i rappresentanti dell´ospedale, che hanno ribadito le loro ragioni, respingendo punto per punto le argomentazioni di Legambiente.
Intanto, il progetto e l´appalto, attraverso un bando di gara, sono stati assegnati alla società costituita dagli spagnoli Pinearq e dai genovesi Obr, secondi classificati nella graduatoria. Il consorzio Mythos, che si era classificato al primo posto della graduatoria, escluso per eccesso di ribasso (il 71%), ha annunciato il ricorso al Tar.
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Caro Vincenzo,
nessuna risposta. Nessuna risposta ufficiale dal Governo. È questo il punto della situazione dell’iniziativa nonviolenta di sciopero della fame avviata da Salvatore Usala, Giorgio Pinna e Mauro Serra e che sto conducendo da diciasette giorni, e che continuerò, insieme a centinaia di cittadini perché il Ministro della Salute e il Governo diano risposte sul
1. rendere noto l’effettivo utilizzo dei finanziamenti stanziati nel 2007 e nel 2008 per i “comunicatori” di nuova generazione che consentono ai soggetti con gravi patologie e con compromissione della facoltà di parlare e di interagire con il mondo esterno;2. rendere effettiva ed operativa l’approvazione della nuova versione dell’assistenza protesica del nuovo Nomenclatore, in modo che sia garantita la fornitura adeguata ad ogni persona con disabilità;3. adottare le linee guida cui le Regioni si conformano nell’assicurare un’assistenza domiciliare adeguata per i soggetti malati di sclerosi laterale amiotrofica.All’iniziativa nonviolenta di sciopero della fame, a cui partecipano centinaia di cittadini, e a cui hanno dato testimonianza tantissime famiglie di malati di sla, si sono poi affiancati 5 parlamentari (il parlamentare europeo dell’IDV Niccolo' Rinaldi  a partire dal 9 novembre per 36 ore, la senatrice del PD Maria Leddi  a partire dal 14 novembre per 1 giorno, l’On. Mario Pepe  del PdL a partire dalla mezzanotte  del 18 novembre per 3 giorni, l’On. Domenico Scilipoti dell’IDV a partire dalla mezzanotte del 18 novembre per 3 giorni, e Maurizio Turco parlamentare radicale che sta sostenendo l’iniziativa nonviolenta dall’8 novembre anche su altri obiettivi)Per contribuire a questa iniziativa di darci forza con una tua donazione, anche piccola. www.lucacoscioni.it/contributo è unmodo per sostenerla. Concretamente. www.lucacoscioni.it/contributo Maria Antonietta Farina Coscioni
Co-Presidente Associazione Luca Coscioni
Deputata radicale

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Cari amici e compagni,
vi scriviamo per condividere i documenti con cui abbiamo concluso domenica 22 novembre scorsa i lavori del Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito che, riteniamo, gettano le basi per il lavoro futuro.
Il primo è la mozione generale che rilancia la centralità del Partito perché si possa, tra le altre cose, arrivare entro il 2010 alle tenuta di un Congresso che sia all'altezza delle urgenze del nostro tempo; il secondo è una mozione particolare proposta da Rebya Kadeer, che siamo stati onorati di avere presente per tutta la durata dei lavori, relativamente alla situazione degli amici uyguri che abbiamo fatto nostra.
La mattina del 21 novembre si è tenuta, in sinergia coi lavori del Consiglio anche una conferenza sull'eredità del Manifesto di Ventotene organizzata da Radicali italiani col sostegno dello European Liberal, Democratica Party.
Di seguito i testi delle mozioni.
Mozione Generale
Il Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, riunitosi a Roma nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica dal 20 al 22 novembre 2009, in sinergia con la conferenza "L'eredità del Manifesto di Ventotene. Federalismi, confederalismi, autonomia o indipendenza: può lo Stato Nazione fornire un modello valido per l'affermazione dei diritti individuali? I casi di Cina, Indocina, Balcani, Caucaso e Medio oriente." promossa da Radicali italiani insieme allo European Liberal-Democratic and Reformers Party.
PRESO atto della Relazione sulla situazione del Partito presentata dal Vice-presidente vicario del senato Maurizio Turco e dell'intervento introduttivo del Presidente del senato Marco Pannella.
RIBADISCE la denuncia del sistematico mancato rispetto della Legge a cominciare della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani e del principio di legalità a livello nazionale e internazionale come principale
fattore di crisi del nostro tempo per il mondo democratico;
CONFERMA nella nonviolenza il più idoneo strumento politico capace di rispondere strutturalmente a questa violazione sistematica delle leggi e consentire l'affermazione dei diritti individuali, così come indicato dal Rapporto Cappato nella sua relazione sui diritti umani adottata dal Parlamento europeo nel maggio 2008;
PRESO ATTO della priorità che è stata data in tutti questi anni al fronte italiano e del conseguente rafforzamento dei soggetti costituenti del Partito;
FA PROPRIA E ACCOGLIE la proposta del Presidente del senato del partito di impegnare il partito e i suoi organi dirigenti a ridare piena priorità alle strutture e attività del Partito perché si prepari e convochi entro il 2010 un congresso che sia all'altezza delle attuali urgenze e con il pieno recupero degli anni passati; e in tal modo sarà ancora più chiaro che l'intero partito vorrà e saprà farsi carico della lotta ! nonviolenta per l'affermazione dello stato di diritto sul fronte italiano;inoltre, per quanto riguarda la specifica realtà europea e la crisi dell'Unione europea, tenuto presente il dibattito e gli esiti della conferenza sull'eredità del Manifesto di Ventotene e preso atto dell'attualità, necessità ed urgenza dei principi ispiratori nonché dell'obiettivo di quel documento politico, in stretta collaborazione col Movimento Federalista Mondiale, il Movimento Federalista Europeo e loro organizzazioni affiliate a livello nazionale e alle componenti e membri federalisti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali;
decide di RILANCIARE la necessaria nuova lotta federalista tenendo presente che questa proposta sempre più chiaramente riguarda e coinvolge anche le altre regioni del mondo oltre l'Europa, in particolare operando in stretta sinergia coi movimenti con obiettivi di autonomia, federalismo e dei diritti umani a partire l'Organizzazione delle Nazioni e Popoli no! n-rappresentate, UNPO, che ha adottato la scelta nonviolenta. S aluta la decisione di numerosi membri del Parlamento tibetano in esilio di iscriversi al Partito Radicale e rilancia gli obiettivi Satyagraha per la verità sui negoziati tra i rappresentanti di Sua Santità il Dalai Lama e il Governo cinese.
Emma Bonino, Enver Can, Kok Ksor, Kadhi Koyta, Matteo Mecacci, Marco Perduca, Vanida Thephsouvanh, Sergio Stanzani
Mozione particolare della situazione degli Uiguri nel Turkestan Orientale
Alla luce del rapporto sulla situazione del popolo uiguro nel Turkestan orientale (Regione Autonoma Cinese dello Xinjang Uiguro) presentato da Rebiya Kadeer, leader democratica uigura e presidente del Congresso Uiguro Mondiale, il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito;
Condanna la repressione militare contro il popolo pacifico del Turkestan Orientale iniziata il 5 luglio 2009 e la recente esecuzione di otto uiguri;
Sollecita l'ONU, l'UE e l'OCI (Organizzazione della Conferenza Islamica)ed altri organi internazionali a organizzare una missione investigativa nel Turkestan Orientale;
Chiede alle autorità cinesi di rilasciare gli Uiguri arrestati e detenuti per aver partecipato alla p! rotesta del 5 luglio e i due figli di Rebiya Kadeer, Alim e Ablikim;
Sollecita la leadership cinese a trovare un accordo pacifico per quanto riguarda la situazione del Turkestan Orientale avviando i negoziati con il Congresso Uiguro Mondiale presieduto da Rebiya Kadeer;
S'impegna a esplorare un percorso che porti alla creazione di un Gruppo di Amicizia Italo-Uiguro al fine di dare rilevanza alla situazione del popolo uiguro e del Turkestan Orientale in Italia e al Parlamento europeo. Sollecita il Parlamento italiano ad adottare una risoluzione a sostegno della lotta pacifica del popolo uiguro per i diritti umani, la libertà e la democrazia mediante la nonviolenza e a difesa della cultura, identità, confessioni religiose e degli altri diritti umani fondamentali del popolo uiguro.
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Genova . Parcheggi in centro. Piazza dante e l'urbanistica dell'ingorgone.
La ventilata costruzione del parcheggio in piazza Dante si avvia a incarnare perfettamente la politica urbanistica fatta di annunci, certezze e rapide ritirate di cui e' piena la ( breve ) storia della nostra Sindaco, Vogliamo ricordare qui gli annunci programmatici della " nuova stagione " : niente parcheggi in centro, prevalenza del trasporto pubblico, cura del ferro. Dopo una rapida approvazione del Pum - piano della mobilità - ( per altro predisposto dall'assessore Merella punta di diamante della vecchia stagione ) l'arretramento e' stato a tuttocampo. Il tram da Brignole a Molassana s' e' perso per strada, le
corsie gialle si son fermate e son state aperte ai motociclisti, le bici elettriche sono sparite dallo scenario cittadino sopravvivendo in sparute unita' per i fan irriducibili, dell'Acquasola da salvaguardare sono rimasti gli annunci mentre la Amministrazione continua a costituirsi in tribunale contro i difensori del parco.
Ed ecco che torna in pista il mega parcheggio sotterraneo in piazza Dante, parcheggio e' bene dirlo, decisamente avversato a parole dalla Amministrazione coerentemente al suo programma. E puntualmente e' avvenuta la ritirata davanti alle argomentazioni dell' architetto Grattarola e dei suoi committenti. Partito del cemento? Ma certo! Ha sempre governato Genova e la Liguria non sara' certo la flebile voce di una sindaco (avversata da sempre dai dirigenti del suo stesso partito che certamente non la volevano) in arretramento su tutti i fronti a fermare l' ennesimo scempio camuffato da riqualificazione e servizi ai residenti nel centro storico. Due bufale al prezzo di una. La prima e quella che dice: riqualifichiamo la piazza lasciata al degrado. Ma chi sono i responsabili? E lampante: l'Amministrazione che ha tollerato che una piazza storica diventasse un parcheggificio caotico in mano a centinaia di motociclisti che parcheggiano in ogni pertugio in barba alle regole e con la complice copertura della Polizia Municipale che non vede e non sente e sopratutto non multa infischiandosene che giovani anziani handicappati e passeggini per attraversare siano costretti a slalom pericolosi invadendo gli spazi delle automobili di passaaggio. Ma si sà, in Italia c' e' chi ha diritti
e chi ne ha di piu. Ed ecco che una ipocrita commistione di tecnici imprenditori e amministratori spaccia per riqualificazione un affare utile solo a loro. E i residenti, i residenti dove li mettiamo? Anche la retorica e demagogia per coprire gli affari. I soli residenti nel centro storico sono oltre 25.000. Se ci aggiungiamo i clandestini e i lavoratori che ci gravitano andiamo a raddoppiare. Ora neanche un urbanista della sagra di guerre stellari puo' pensare di creare 50.000 posti macchina nel centro storico di Genova ( le statistiche ci dicono che abbiamo una macchina per persona nella nostra città, a cui possiamo aggiungere moto, motorini e quant'altro di mobile ).E' evidente quindi che dietro alla retorica del levare le macchine dalle piazze e di garantire i diritti dei residenti e dei lavoratori c'è ben altro: la copertura di una pratica speculativa a favore della lobby del cemento. Il prezzo di vendita 100.000 a box ( prezzo degli ultimi box costruiti in centro ) taglia fuori il 90% dei residenti che non possono certo pagare quei prezzi e nello stesso tempo
scarica i disagi su tutti i cittadini , che dovranno sorbirsi fumi e ingorghi senza nulla in cambio, né spazi pubblici per la vivibilità, né un servizio di trasporto modulare ed adeguato alle esigenze di chi lo paga ( il 90% di cui sopra ). La logica degli spazi pubblici e il sistema di mobilità e accessibilità, nel rapporto tra zone per pedoni e zone per auto private e mezzi pubblici,quando mai verrà definita? Com’è possibile inserire nei sotterranei di piazza Dante mille posti-parcheggio, 70% moto e 30% auto,di cui in maggioranza a rotazione, senza aver valutato in anticipo gli effetti che questo pesante e ingiustificato intervento avrà sull’ambiente del centro storico e della città di Genova? L’Urban Lab ci assicura che finalmente saranno adottati nella formazione del nuovo
piano urbanistico i principi e metodi della VAS. Bene! Perché non hanno cominciato ad applicarli a questo Park di piazza Dante e agli altri interventi già approvati, come quello del Galliera o in corso di approvazione, come quello abnorme di Erzelli? Sono principi e metodi, ben inteso, che non solo discendono da una direttiva europea del 2001, ma soprattutto sono coerenti con l’attuale proposta di legge sulla VAS della Regione Liguria. Si tratta proprio di ribaltare la prospettiva, procedere con la generalizzazioni delle pedonalizzazioni ( era prevista quella di largo XXII ottobre, si potrebbe farlo in piazza Dante e altrove ) che in San Lorenzo, al Quadrilatero, in San Vincenzo hanno portato socialità, ricchezza e qualità ambientale, si potrebbe garantire ai residenti e ai lavoratori una possibilità di accesso con mezzi pubblici potenziandone le infrastrutture e la qualità, ma soprattutto cominciare a pensare in maniera europea alla mobilità, e badate quando diciamo europea non diciamo ambientalista, non diciamo di destra o di sinistra, ci muoviamo proponendo linee urbanistiche e di mobilità approvate dall'Unione, quelle che portano avanti la pedonalizzazione dei centri storici, la prevalenza del mezzo pubblico, il blocco della costipazione cementizia, la riqualificazione ed espansione del verde. A Milano con un accordo tra Claudio Abbado ( che fara' in cambio un concerto alla Scala ) e il comune verranno piantati 10.000 alberi ( regia di Renzo Piano ) anche in piazza Duomo. A Genova non abbiamo ancora un regolamento del verde, non voluto dalla precedente giunta e rifiutato dagli stessi tecnici che ora gestiscono la " riqualificazione " senza regole e diritti scritti. Per fare questo sarebbe necessario una grande operazione partecipata, come con la gronda, sarebbe necessario che fossero messi a disposizione dei cittadini i numeri dei flussi, le analisi costi benefici, i dati ambientali e sanitari, che venisse riesumato dalle cantine di tursi il risultato del concorso di idee sulla sistemazione della piazza che ha visto coinvolti architetti e ingegneri e che tutto questo venisse assunto e trasformato in piani urbanistici, del verde, della mobilita', del commercio, piani verificati e partecipati secondo i principi e metodi della VAS. Ma tutto cio' è fortemente osteggiato dal partito del cemento che in maniera bipartisan cerca di imporci a colpi di varianti e di regole che non ci sono, una idea di città che serve solo agli interessi dei pochi e dei loro servitori e che si prende la vita e il futuro di generazioni di genovesi.
betty taglioretti ester quadri giovanni spalla vittorio bigliazzi andrea agostini
del circolo nuova ecologia legambiente genova
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venerdì, 20 novembre 2009

Egregio Signor Sindaco Camogli, 20/11/2009
Comune di CAMOGLI
Sono Laura Massi. Per prima cosa La ringrazio per avermi scritto una bella lettera, ricevuta in questi giorni, circa il possibile progetto dello scalo ferroviario. Mi ha fatto piacere vedere come il primo cittadino si attivi per mettere al corrente la popolazione circa le possibili “trasformazioni” del nostro amato territorio. E’ un buon metodo per coinvolgere tutti quanti. La invito, pertanto, di continuare con questa pratica di sensibilizzazione e, se possibile, trovare altre forme, forse più incisive, per ascoltare ciò che noi cittadini abbiamo da dire sugli argomenti “sensibili”.
Voglio entrare nel merito della questione, non senza aver prima ribadito il mio modo di sentire il territorio: ho la sensazione (certezza?) che in generale si continui ad “usare” il territorio anziché averne rispetto e cura. Non mi riferisco solo alle grandi tragedie “annunciate” avvenute recentemente in Italia, di cui tutti soffriamo le conseguenze. Ma proprio al modo di pensare il territorio: non è “cosa nostra” ( scusi l’assonanza con una terminologia sgradevole!), ci siamo solo per usufruirne, fare il meno danno possibile, per lasciare a chi viene dopo di noi qualcosa di prezioso e non disastrato. Non credo che la “filosofia del cemento” sia pagante alla lunga. Bisogna prendere decisioni, certo il più possibile condivise, ma che vedano più lontano rispetto alla nostra indubbia miopia/egoismo. Questo non significa non rendere accogliente, bella, la nostra “casa comune”, cercando di soddisfare anche i bisogni dei meno privilegiati. Anzi, il saper coniugare tutte queste esigenze rappresenta una bella sfida per gli attuali cittadini e per i loro rappresentanti locali, nazionali, internazionali.
Non sono un tecnico, non ho soluzione più “sostenibili” circa l’area in questione. Ho notato che, rispetto al progetto ascoltato durante un Consiglio Comunale da Lei presieduto, alcuni fattori sono cambiati. Le schede tecniche e il plastico visionato nell’aula consiliare, mi hanno illustrato meglio il contenuto dell’operazione. Posso dire che, in linea di massima, sono d’accordo con le osservazione fatte dal Consigliere di minoranza, signora Tina Leali Rizzi, espresse in quella sede.
Sono molto preoccupata per il destino dei nostri meravigliosi cedri, per tutta la cementificazione che il progetto prevede, per il continuo proporsi di parcheggi da costruire ( è una banalità, ma più parcheggi costruiamo e più automobili sono in circolazione: bisogna sforzarsi per trovare alternative anche radicali quali la chiusura ai mezzi privati dell’intera zona, certo con servizi sostitutivi e adeguati alla nostra popolazione piuttosto “anziana” e al turismo. Come fare non lo so, ma mi sembra che sia questa la strada percorribile a “crescere” come comunità nel senso di sostenibilità ambientale.).
Proviamo a pensare ad una riqualificazione della zona, collegata con gli altri punti “sensibili”, che sia il meno invasivo possibile e il più gradevole per tutti. (non voglio pensare al buco delle Gianelline , all’albergo dell’ex gasometro, al buco del “parcheggio” di fronte al cimitero, a quello che succederà all’ex ospedale e al Clotilde Olivari (solo per nominare le cose più “grosse”) perché mi sento male!
Suggerisco, già che ci sono, di lasciare il bello spazio a ridosso del porto-ex mercato coperto- a disposizione della città e dei cittadini: via le automobili e qualificare la piazza con verde e arredo locale/tradizionale (pavimentare con un bel “risseu”? murales?), giochi, spazi comuni… Non la vivremmo un po’ meglio? Abbiamo la fortuna di abitare in un luogo così incantevole che va sempre curato e preservato da brutture.
Egregio signor Sindaco,
La ringrazio per avermi ascoltato. Le auguro buon lavoro e che le Sue decisione e quelle della Giunta siano le più idonee per tutti noi.
Cordiali saluti
Laura Massi
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Park Acquasola, il TAR:

"No a tre anni di lavori e all'aumento di smog"

da IL SECOLO XIX 18-11-09

clicca sull'immagine per ingrandirla

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Il testo della sentenza del TAR LIGURIA :

http://tinyurl.com/yf6gplo

da: http://caricamento.wordpress.com

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Rassegna stampa di stefano petrella

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Richard Gere incontra Marco Pannella: «Don Marco!»
Pubblicato il 18 Novembre 2009
In occasione del Quinto Congresso Mondiale Parlamentare sul Tibet, organizzato da Matteo Mecacci, deputato radicale e Presidente dell'Intergruppo Parlamentare per il Tibet, dove nella mattinata è intervenuto il Dalai Lama, l'attore Richard Gere ha incontrato e salutato calorosamente Marco Pannella.

da www.radioradicale.it

link alla notizia:

 http://tinyurl.com/y8oljdm

postato da: MrHeartbeat alle ore 21:55 | link | commenti
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Sosteniamo Antonio Tabucchi - Firma l’appello di Le Monde

Da MicroMega online
Gli intellettuali a fianco dello scrittore querelato da Schifani “Sosteniamo Antonio Tabucchi” - Firma l’appello di Le Monde Approfondimenti

Il 19 novembre il quotidiano francese “Le Monde” ha pubblicato il testo dell’appello lanciato dall’editore Gallimard per Antonio Tabucchi. La pubblicazione, prevista per lunedì scorso, è stata ritardata a causa delle numerosissime firme che giungevano da vari paesi a sostegno di uno degli scrittori italiani più noti e stimati nel mondo.
Pubblichiamo in italiano l'appello di "Le Monde" e tutte le firme finora raccolte, aprendo il nostro sito alle adesioni in Italia.

da "Le Monde", 19 novembre 2009


Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.
Ma ora accade che in Italia questa libertà sia messa in pericolo dall’attacco smisurato di cui è oggetto Antonio Tabucchi. Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato. Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni. Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.
Per la precisa scelta del bersaglio (uno scrittore che non ha mai rinunciato a esercitare la propria libertà) e per la somma richiesta (una cifra astronomica per un articolo di giornale), l’obiettivo evidente è l’intimidazione di una coscienza critica e, attraverso tale intimidazione, far tacere tutti gli altri. Dalle recenti incriminazioni contro la stampa dell’opposizione, fino a questo processo intentato a uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di opinione, di critica e di interrogazione. Per questo testimoniamo la nostra solidarietà a Antonio Tabucchi e vi chiediamo di unirvi a noi firmando massicciamente questo appello.

Segnalazione di laura massi

postato da: MrHeartbeat alle ore 21:45 | link | commenti
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ARTICOLO TRATTO DA OLI 239
Cemento Il Comune in contropiede sul promontorio di Quarto
Si avvicinano i 150 anni dell'Unità d'Italia e intorno allo scoglio dei Mille c'è un gran fermento, ma non si tratta dei preparativi per i festeggiamenti. Alle sue spalle si affaccia silenzioso il promontorio a picco sul mare: lassù c'è un cimitero abbandonato degli anni '50, la chiacchiera lo vuole (nostalgicamente) ex garibaldino, ora lo chiamano il gattile.
E' qui che si consuma un'altra disputa fra i cittadini e il Comune, che vorrebbe riqualificare con strade e ponti tutta la zona, piazzale della ferrovia compreso.
Il Comune viene preso in contropiede: si aspettava battaglia sulla trasformazione di Nostra Signora del Cenacolo, un vecchio convento immerso in un parco, destinato secondo il piano regolatore 2000 a servizi di tipo sportivo, culturale o sociosanitario, che sarà invece riconvertito in residenze. Invece ecco che gli abitanti si mobilitano perché ponte pedonale e strada restino come sono, e protestano pure per i posti auto che si perderebbero davanti alla stazione.
In virtù della delibera approvata il 14/4/2007, vigilia delle ultime elezioni, l'amministrazione era certa di procedere alla modifica della destinazione d'uso della strada: “Al fine di migliorare la viabilità dell'intero isolato si propone l'allargamento di via Nullo sino a 5 metri per consentire il doppio senso di marcia o un collegamento con il piazzale della stazione di Quarto dei Mille, rendendo carrabile il passaggio pedonale sulla linea ferroviaria [...] o costruire una rampa verso l'Aurelia [...]”.
Dice però ancora la delibera: “[…] escludendo ogni possibilità di intervento edilizio sia in superficie che in sottosuolo, fatta salva la circoscritta area dedicata a coltivazione ortiva e priva di alberature, in modo tale da mantenere l'originalità del parco stesso, per assicurare alla collettività la fruizione di parte del parco, ora esclusivamente privato”.
Ecco allora che nella “circoscritta area dedicata a coltivazione ortiva” dal progetto potrebbero spuntare 2100 mq di box, con conseguente aumento del traffico in strade strette e ripide. L'amministrazione è in impasse, cede sul ponte perchè verrebbe compromesso lo spazio pubblico della stazione, ma insiste sulla strada. L'impresa da parte sua propone generosamente come pezzo di “area verde di pregio” un giardinetto con eco-dehors posizionati sul tetto dei garage.
Il comitato ha proposto in alternativa dei parcheggi interrati nel promontorio, suggerendo un collegamento sotterraneo con il Cenacolo, e la sistemazione a verde pubblico del promontorio per compensare la sottrazione di servizi.
Probabilmente i cittadini vorrebbero soltanto mantenere la tranquillità che c'è ora, disposti a scarpinare tra il ponte pedonale e le strade strette. Come si risolverà?
Per ora sono stati accontentati, niente auto e ponte-rampa.
Sta insorgendo invece un altro gruppo di abitanti, quelli di una strada privata dapprima non considerata, su cui graverebbe la servitù di passaggio del Cenacolo, e che potrebbe diventare la più probabile via d'accesso per park e residenze.
Il lieto fine per le strade volute o non volute è ancora da scriversi, l’unica cosa certa è che non passeranno le altre proposte. Quanto al promontorio-gattile si mormora che potrebbe divenire un albergo: forse, per procedere, si aspettano i cinquant'anni di legge per smontare il cimitero.
(Bianca Vergati)
segnalazione di laura massi
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Cari amici e compagni, per avere il punto sull’iniziativa per S.Ambrogio, vi giro le lettere inviate ieri ai Consiglieri della VII Commissione del Consiglio regionale e all’Avv. Claudio Linzola.
Stamattina sono stato svegliato dall’immagine di Piazza S.Ambrogio trasformata in una grande vasca di cemento... Se avete idee, è il momento di tirarle fuori. Meglio se brillanti.... Ciao, Lucio (Bertè)

Radicali per Sant’Ambrogio
c/o Radicali Italiani – Via di Torre Argentina 76, 00186 – Roma
Portavoce : Arch. Lucio Bertè, via Castaldi 26, 20124 Milano – luciobert@libero.it - 3381155520
Milano, 17 novembre 2009
Cari Consiglieri,
il punto n. 2 dell’OdG della VII Commissione - Cultura del 18 ottobre 2009, reca :
Approvazione del processo verbale n. 16 del 21-10-2009.
A questo proposito, Vi chiedo di avanzare in quella sede la seguente :
PROPOSTA DI MODIFICA INTEGRAYIVA DEL VERBALE N. 16 DEL 21.10.09
Il testo del verbale n. 16 della VII Commissione (tratto dalla bozza da approvare) recita :
“Il Cons. Ruffinelli viste le diverse posizioni espresse dal Comune (1) di Milano e dai Radicali per Sant’Ambrogio sulla posizione del cimitero paleocristiano (2) e non ritenendo opportuno che la Commissione si schieri per uno o per l’altro dei contendenti, propone di sospendere la discussione della mozione per richiedere, congiuntamente all’Assessorato, alla Sovrintendenza ai beni archeologici di Milano di chiarire definitivamente quale sia la reale posizione del cimitero (3). In mancanza di tale verifica la commissione non è in grado di stabilire se sia applicabile la legge sulla cultura immateriale”.
Proposte di modifica correttiva :
(1) Sostituire la dizione “dal Comune” con la dizione “dal Sindaco” dato che l’affermazione che l’area interessata dal progetto NON appartiene al Cimitero ad Martyres non risulta da una Atto del Comune ma è contenuta in una lettera del Sindaco Moratti al primo firmatario della Petizione popolare a sostegno della tutela e della valorizzazione del sito ad Martyres nei termini proposti dalla Mozione 0307;
(2) Sostituire le parole “sulla posizione del” con le parole : “sull’appartenenza dell’area del parcheggio al cimitero paleocristiano ad Martyres”
(3) Inserire al posto dell’espressione : “quale sia la reale posizione del cimitero”, una espressione più esaustiva e aderente a quella usata dalla Relatrice Luciana Ruffinelli, o comunque quella rinvenibile nella registrazione vocale della seduta : “, a prescindere se siano stati rinvenuti o meno dei reperti, se l’area interessata dal parcheggio interrato appartenga o no al sito del cimitero paleocristiano ad Martyres. Va da sè che in caso affermativo scatterebbe la tutela sulla base della normativa sui beni immateriali.”
Infine mi permetto di chiedervi, poichè la risposta della Soprintendenza e la Relazione di scavo allegata, già acquisite dai membri della VII Commissione, confermano che l’indicazione contenuta nella Mozione 0307 corrisponde al vero, e cioè l’area del parcheggio appartiene al sito del Cimitero ad Martyres, al pari delle aree adiacenti indicate nella lettera del Sindaco.
Credo che dopo l’approvazione del verbale n.16, la Mozione 0307 possa essere immediatamente rinviata al Consiglio con parere favorevole, previa breve inversione dell’OdG, per evitare un rinvio sine die rischioso per il bene che si intende proteggere. Sempre che si intenda proteggerlo.
Cordiali saluti, Lucio Bertè

Martedì 17 novembre 2009
Caro Claudio,
la Commissione Cultura del Cons. regionale ha messo la nostra Mozione all'ultimo punto dell'OdG della seduta di domani. Però i punti precedenti sono relativi al DPEFR 2010 e dunque aprendosi la sessione di bilancio, tutto slitterà a dicembre inoltrato, perchè non credo sia possibile ottenere domani una inversione dell’OdG. L’unica cosa possibile, dato che all’inizio dovrà essere approvato il processo verbale della seduta del 21 ottobre, è far intervenire a precisare meglio l’intervento in cui la Relatrice disse che se la risposta della Soprintendenza avesse confermato la natura del sito del parcheggio come area del Cimitero ad Martyres, “che a prescindere se ci fossero o no reperti, sarebbe scattata la tutela sulla base della normativa sui beni immateriali”.
Ho acquisito la bozza del verbale della seduta della VII Comm.con la sintesi dell'intervento della Relatrice Ruffinelli, che recita: “Il Cons. Ruffinelli viste le diverse posizioni espresse dal Comune di Milano e dai Radicali per Sant’Ambrogio sulla posizione del cimitero paleocristiano e non ritenendo opportuno che la Commissione si schieri per uno o per l’altro dei contendenti, propone di sospendere la discussione della mozione per richiedere, congiuntamente all’Assessorato, alla Sovrintendenza ai beni archeologici di Milano di chiarire definitivamente quale sia la reale posizione del cimitero. In mancanza di tale verifica la commissione non è in grado di stabilire se sia applicabile la legge sulla cultura immateriale”.
Nel frattempo è arrivata la risposta della Soprintendenza archeologica che, nonostante il quesito non fosse quello deciso dalla Commissione, contiene la risposta giusta a conferma della nostra tesi. Nonostante ciò, il Presidente Belotti martedì scorso, a margine del Cons. regionale, mi ha detto che per lui la risposta va nel senso della fattibilità del parcheggio e dunque il parere sarebbe stato negativo. Lo stesso Ass. Zanello mi ha detto che, a parte che una Mozione per lui è carta da cesso, se la cosa andava bene alla Soprintendenza, per la Regione non c'era nulla da fare. A nulla è servito spiegargli gli articoli di legge in base ai quali la Regione può intervenire, se vuole. Ha poi smentito quanto scritto da Formigoni e cioè che anche lui era d'accordo sulla Mozione 0307.
A suo tempo avevo chiesto per iscritto ai Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale, all’Ass. alla Cultura e al Presidente della VII Commissione, di rivolgere al Comune di Milano di fermare l’inizio dei lavori in pendenza di una decisione della Regione Lombardia. Credo che non sia stato fatto nulla in tal senso e mi chiedo come sollecitare con più forza questa iniziativa.
Come puoi capire, a fronte di questa situazione la predisposizione del ricorso ex art. 700 c.p.c. diventa fondamentale e ti chiedo di organizzarci per la sua stesura. Avendo una bozza, potrei sottoporla sia al Metropolita ortodosso di Milano, sia al Vescovo ortodosso di Luni che a suo tempo si era detto disponibile. Vorrei sapere se i sacerdoti cattolici che hanno sostenuto la nostra iniziativa, come don Andrea Gallo di Genova o il Direttore della Casa del Giovane dell’Istituto Don Gnocchi di Milano, possono avere titolo per firmare il ricorso.
Fammi sapere. Un abbraccio, Lucio

segnalazione di stefano petrella

postato da: MrHeartbeat alle ore 21:20 | link | commenti
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Intervista a Mario Staderini: "Noi, mai con la destra. Ma che fatica con questa opposizione"
• da Il Fatto Quotidiano del 18 novembre 2009
di Giampiero Calapà
Mario Staderini, 36 anni, è iscritto ai Radicali dal 1992 e da qualche giorno ne è il segretario: "Il primo obiettivo per le regionali è presentare ovunque le liste Bonino-Pannella. Allo stesso tempo facciamo appello a Verdi e socialisti per coalizioni anche autonome, se ci stanno noi ci siamo. Il rapporto con il Pd è obbligato: l’ostacolo, però, è rappresentato dall’asse Berlusconi-D’Alema".
Al congresso che l’ha eletta segretario ci sono state due parole d’ordine: rivolta e regime.
"E’ un problema che non riguarda solo l’Italia e ne parleremo al consiglio generale del Partito radicale transnazionale (a Roma dal 20 al 22 novembre, ndr). Perseguiamo una rivolta non violenta, gandhiana: sui grandi temi, come l’eutanasia o l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, gli italiani sono con noi. Un atto di rivolta è quello della famiglia di Stefano Cucchi che mostra le foto del figlio. O Maria Coscioni in queste ore in sciopero della fame, insieme ad altre quattrocento persone, per denunciare lo Stato che abbandona a loro stessi i malati di sla. Vogliamo moltiplicare le fonti di rivolta".
Parteciperete al No-B. Day?
"Capisco le buone intenzioni dei promotori, ma eviterei di ridurre la piazza a piazzate. Come mai neppure Tonino Di Pietro si oppone alla candidatura di D’Alema, avanzata da Berlusconi, al ministero degli esteri europeo? Ecco, se fosse un No B. e D’Alema Day scenderemmo in piazza anche noi".
Tendete la mano a Bersani, ma non a D’Alema quindi?
"D’Alema in quel ruolo sarebbe un problema. Con Berlusconi è in completa sintonia in politica estera: i loro punti di riferimento sono Putin e Gheddafi, i nostri no. In più Berlusconi-D’Alema è l’asse antiradicale dalla mancata riconferma di Emma Bonino a commissario europeo nel 2005 alla mozione Pd-Pdl che chiede all’Europa la libertà di esposizione di simboli religiosi in tutti i luoghi pubblici, non solo nelle scuole. Passando per i nostri otto senatori eletti ed esclusi dal Parlamento nel 2006, con i quali oggi avremmo ancora il governo Prodi. Detto questo il Pd è un interlocutore obbligato, perché non siamo mai stati identitari o autoescludenti".
Vi rivolgete anche a Verdi e Psi, non a Sinistra e Libertà.
"Se il futuro del socialismo è rappresentato da Sinistra e Libertà abbiamo grossi dubbi sul socialismo". A destra mai?
"Con questa destra "Dio, patria, famiglia" mai. Apprezziamo il percorso di evoluzione di Gianfranco Fini, ma il presidente della Camera non è questa destra".
Non è che fra qualche tempo ritroviamo anche lei nel Pdl, come Daniele Capezzone?
"Il nostro è un partito libertario. Certo, ha avuto un’evoluzione anomala. Quanto a me lo escludo, in assoluto".

www.radicali.it

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Il testo della dichiarazione di Roma del V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet
20 novembre 2009
V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet
18- 19 Novembre 2009, Roma, Italia
I PREAMBOLO
Il V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet, che si riunisce a Roma il 18 e 19 novembre 2009,
Difende il diritto del popolo Tibetano di avere la loro identità, cultura e stile di vita;
Ribadisce l’impegno a sostegno del popolo del Tibet e del cammino nonviolento che hanno scelto, sotto la guida di Sua Santità il Dalai Lama;
Riafferma il ruolo cruciale giocato dai parlamentari e dagli organi parlamentari nell’aumentare la consapevolezza, all’interno dei governi e delle istituzioni internazionali, della difficile situazione del Tibet e per formulare delle politiche che vadano a beneficio del popolo Tibetano;
Richiama i quattro precedenti incontri del Congresso Mondiale dei parlamentari Pro-Tibet, le risoluzioni e i programmi di azione che hanno adottato e l’impatto delle attività e delle iniziative che ne sono scaturite;
Lavora a favore di una risoluzione della questione Tibetana che garantisca una autentica autonomia per il popolo Tibetano nell’ambito della cornice della Costituzione della Repubblica Popolare Cinese;
PROCLAMA che il messaggio politico del V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet non è anti-Cinese, ma una dichiarazione a sostegno della giustizia e della verità nella sincera convinzione che i popoli Tibetano e Cinese possano trovare un modo di coesistere con rispetto reciproco;
II CONSTATAZIONI
Il V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet,
CONSTATANDO che dall’ultimo incontro V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet nel 2005 la situazione in Tibet si è deteriorata a causa dell’imposizione da parte del governo della Repubblica Popolare Cinese di misure molto dure nei confronti del popolo tibetano e nei confronti del Dalai Lama e della sua ricerca di autonomia;
MOTIVATI dalle proteste politiche che sono iniziate nel marzo 2008 nelle quali i Tibetani di tutto l’altopiano Tibetano hanno manifestato la loro sofferenza in maniera pacifica e molto intensa, senza precedenti, in risposta alle politiche repressive delle autorità Cinesi;
PREOCCUPATI che le autorità Cinesi abbiano risposto alle proteste con azioni repressive nell’interno altopiano Tibetano, comprese le documentate detenzioni di 735 Tibetani per aver esercitato diritti quali quello alla libertà di parola, di religione, di riunione e di associazione;
INDIGNATI per le esecuzioni di Tibetani senza che siano stati osservati gli standard internazionali per il diritto a un equo processo;
RICONOSCENDO che la Repubblica Popolare Cinese, poiché cerca di essere un membro affidabile della comunità internazionale, deve sapere che il riconoscimento di questo status è associato a doveri e responsabilità di proteggere e di rispettare quelle persone che sono sotto il suo controllo, rispettando gli standard internazionali in tema di giustizia e diritti umani, come previsto nella Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
RICONOSCENDO che il governo della Repubblica Popolare Cinese ha una responsabilità morale di rispondere alle legittime richieste del popolo Tibetano tramite una equa amministrazione dello stato di diritto in base agli standard internazionali di giustizia, rispetto per la libertà di religione e di espressione, di protezione del diritto del popolo Tibetano ad esprimere la loro identità culturale e il suo stile di vita, e per l’attuazione di una autonomia genuina;
RICONOSCENDO la recente documentazione da parte degli organi delle Nazioni Unite, incluso l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, il Consiglio dei Diritti Umani e il Comitato contro la tortura, e da parte di governi nazionali e di organizzazioni non governative, di violazioni sistematiche dei diritti umani nei confronti del popolo Tibetano da parte delle autorità Cinesi;
RICONOSCENDO che la Repubblica Popolare Cinese ha firmato e ratificato il Patto sui Diritti Economici Sociali e Culturali, ma esprimendo rammarico per le mancate attuazioni dello stesso, che è la causa fondamentale del malcontento Tibetano;
RICONOSCENDO la necessità di continuare il sostegno nei confronti dei rifugiati fuggiti sia da poco tempo che da molto tempo dal Tibet, molti dei quali sono fanciulli, includendo le aree di assistenza umanitaria, dell’educazione, della salute e della rivitalizzazione degli insediamenti;
PREOCCUPATI dalla degrado ambientale dell’altopiano Tibetano, conosciuto con il nome di“Terzo Polo”, a causa di un cambiamento climatico provocato dalle emissioni di gas serra, dalla mala gestione delle risorse naturali, da parte degli interessi governativi e commerciali cinesi, e il nuovo insediamento dei nomadi Tibetani in comunità stabili, che li separano dal loro tradizionale stile di vita e dalla loro gestione della prateria Tibetana;
RICONOSCENDO che le politiche Cinesi volte a mitigare e adattare gli effetti del cambiamento climatico sull’altipiano Tibetano interessano miliardi di persone in Asia e che il coinvolgimento e l’esperienza dei Tibetani è parte integrante per il successo dell’applicazione delle politiche di cambiamento climatico;
RICONOSCENDO gli inestimabili contributi, finanziari e in altre forme di sostegno, da parte dei governi e dei cittadini del mondo per il benessere del popolo Tibetano e i loro sforzi per sostenere la il rispetto della sua identità, in particolar modo il sostegno ricevuto come nazione ospitante da parte del governo e del popolo Indiani;
RICONOSCENDO che le dichiarazioni internazionali e governative a sostegno del dialogo dopo le manifestazioni di protesta che sono iniziate nel marzo 2008, sono state cruciali nel creare un tavolo per i round negoziali che sono avvenuti nel corso dell’anno;
RICONOSCENDO che affinché i negoziati tra il governo Cinese e i rappresentanti del Dalai Lama siano effettivi è essenziale che il formato dei negoziati sia trasparente e con il coinvolgimento di una appropriata supervisione internazionale;
CONCLUDENDO che Sua Santità il Dalai Lama, nonostante il perdurare dell’occupazione del Tibet, sia sincero nel cercare una “ via di mezzo” per trovare una soluzione politica per il Tibet, e non l’indipendenza;
CONCLUDENDO che il Memorandum sull’Autonomia Genuina per il popolo Tibetano proposto dai rappresentanti del Dalai Lama, rappresenta la sua visione per una genuina autonomia all’interno della cornice costituzionale della Repubblica Popolare Cinese;
PRENDENDO in considerazione le esperienze delle regioni autonome nel mondo, come ad esempio il Trentino-Sud Tirolo in Italia, che hanno dimostrato come i conflitti possano essere superati rispettando i diritti fondamentali di popoli differenti e di minoranze etniche e linguistiche, consentendo loro di esercitare il diritto all’auto-governo rispettando contemporaneamente l’integrità territoriale degli Stati;
AFFERMANDO il valore della nonviolenza nel mitigare il conflitto e le incomprensioni, nonché il potenziale della leadership nonviolenta incarnata da Sua Santità il Dalai Lama per raggiungere la pace e la stabilità nella Repubblica Popolare Cinese;
e
RIAFFERMANDO le risoluzioni e le dichiarazioni fatte in tutti i precedenti Congressi Mondiali dei Parlamentari sul Tibet, incluso il riconoscimento di Sua Santità il Dalai Lama e il Governo Tibetano in esilio come legittimi rappresentanti del popolo Tibetano.
III AZIONI
Considerato tutto ciò, il Congresso ha deciso di:
ESPRIMERE SOSTEGNO per l’instaurazione di negoziati sostanziali tra il governo Cinese e i rappresentanti di Sua Santità il Dalai Lama per trovare una soluzione significativa della questione Tibetana, considerando il Memorandum sulla Autonomia Genuina come una base realistica e costruttiva per tali negoziati;
CHIEDERE ai governi di chiedere alla Repubblica Popolare Cinese il pieno rispetto diritti e le libertà fondamentali del popolo Tibetano e a consentire la loro partecipazione autentica a tutte le questioni che concernono il loro attuale e futuro benessere;
ESORTARE i governi nazionali a riconoscere che il ruolo di parti terze facilitatrici è essenziale per la ripresa del dialogo e per garantire la sua trasparenza;
FARE APPELLO alla Repubblica Popolare Cinese affinché ratifichi il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;
ESORTARE i governi ad esplorare meccanismi multinazionali per lavorare in maniera collaborativa sulle sfide poste dal cambiamento climatico in Tibet, inclusa la diretta partecipazione dei Tibetani interessati. A tal fine, i partecipanti di questo Congresso redigeranno e pubblicheranno una lettera aperta per esprimere l’importanza chiave del Tibet come il “Terzo Polo” prima della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico a Copenhagen;
IMPEGNARSI a coinvolgere governi e istituzioni per assicurare che Sua Santità il Dalai Lama sia ricevuto adeguatamente quando incontra leader e autorità di governo.
IMPEGNARSI a creare competenze all’interno dei governi nazionali per la diffusione di informazioni e per la realizzazione di politiche sul Tibet, come ad esempio l’identificazione o la costituzione di un ufficio all’interno dell’Esecutivo del governo per trattare la questione Tibetana;
IMPEGNARSI ad identificare i membri di un Network Internazionale di Parlamentari sul Tibet. Il network, in consultazione con il Parlamento Tibetano in esilio, identificherà un Segretariato. Il network faciliterà un più ampio coordinamento tra i gruppi di parlamentari, condividerà le migliori esperienze, e sarà adeguatamente sostenuto per l’avanzamento internazionale di un piano d’azione a breve termine che includa:
1) l’introduzione di una risoluzione o mozione all’interno dei Parlamenti che rifletta gli elementi principali della Dichiarazione del Congresso sul Tibet;
2) la richiesta di un briefing sulle politiche sulla situazione del Tibet portate avanti dai rispettivi governi anche nei fora multilaterali, nell’area dei diritti umani, dell’ambiente, della sicurezza, dello sviluppo, dell’assistenza economica e della situazione geopolitica;
3) la ricerca di un sostegno governativo tangibile a livello nazionale, locale e anche privato a favore di programmi che forniscano assistenza alle comunità Tibetane, incluse sia quelle all’interno del Tibet che quelle in esilio e rifugiate da lungo o breve periodo;
4) l’impegnarsi in scambi parlamentari con i legislatori Cinesi e nella comunicazione verso il pubblico Cinese;
5) visite in Tibet in qualità di membri di una delegazione parlamentare multinazionale, con l’intento di verificare la situazione sul terreno, incluso lo status dei nomadi tibetani e dei prigionieri politici;
6) l’organizzazione di udienze parlamentari nelle Commissioni Diritti Umani ed Affari Esteri con i rappresentanti Tibetani e, se accettano, con rappresentanti del governo Cinese per discutere sulla situazione politica ed umanitaria in Tibet.
7) la promozione di una campagna per ottenere il sostegno , per l’approvazione e la firma di questa dichiarazione da parte dei parlamentari dei governi nazionali e locali, dei partiti politici, dei leaders delle comunità, delle organizzazioni religiose, Nobel per la Pace, opinionisti e tutti i cittadini di buone intenzioni nel mondo.
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